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Campionati italiani assoluti di staffetta: dopo 46 anni tricolore all’Esercito. Fra le donne le Fiamme Oro

Articolo di Giorgio Brusadelli

La staffetta vincente del Centro Sportivo Esercito La staffetta vincente del Centro Sportivo Esercito

MADONNA DI CAMPIGLIO – Fiamme Oro in campo femminile ed Esercito in campo maschile hanno vinto le staffette (3×5 km femminile e 4×7,5 km maschile) che hanno aperto, in una splendida giornata di sole, la tre giorni di Campo Carlo Magno valevole per i Campionati Italiani assoluti di fondo organizzati dal Gruppo Sportivo Carabinieri di Selva Gardena in collaborazione con lo sci club locale.

Campo di gara, come sempre, all’altezza della situazione, con talmente tanta neve che gli organizzatori hanno dovuto lavorare parecchio, con ifiamme oro battipista, per predisporre in maniera adeguata l’area partenza e arrivo. Praticamente senza storia la prova femminile, con il terzetto delle Fiamme Oro (Giulia Stuerz, Ilaria Debertolis e Sara Pellegrini) che hanno dominato la gara d’apertura con un vantaggio di oltre un minuto nei confronti delle Fiamme Gialle (Lucia Scardoni, Francesca Di Sopra e Francesca Baudin), che hanno avuto la meglio sulla Forestale che schierava Virginia De Martin Topranin, Stefania Zanon e Marina Piller.

Subito in testa la Polizia con Giulia Stuerz (sotto) che ha sferrato l’attacco sull’ultima salita stacsturzcando leggermente Lucia Scardoni delle Fiamme Gialle e più sensibilmente Virginia De Martin della Forestale. In secondaFiamme Oro femminile frazione Sara Pellegrini ha ulteriormente incrementato il vantaggio del terzetto Fiamme Oro lanciando Ilaria De Bertolis con oltre 40” di vantaggio.. Miglior tempo di frazione per la primierotta che così bissa (come Pellegrini) il titolo tricolore della staffetta sprint di gennaio a Cereda sempre in Trentino.

Più combattuta la gara maschile. Piuttosto tattica sull’anello di km 2,5, che non ha difficoltà altimetriche, ha vissuto i momenti più appassionanti sull’anello di 5 km che nel finale presenta la salita che dal “buco” porta in zona arrivo e che ancora una volta si è dimostrata decisiva. Bisogna avere gambe ancora buone per riuscire a scattare.

arrivo staffettaGara che è stata incerta fino a pochi chilometri dall’arrivo . Le frazioni in classico infatti non hanno scremato il gruppo se non di un paio di squadre B; discorso simile per la prima frazione in pattinaggio con Federico Pellegrino (foto sotto, davanti a Pasini) che allungava leggermente sul resto del gruppo nel finale dando il cambio a Rigoni della Polizia con un leggero vantaggio su Clara (FF.GG.), Santus (Carabinieri) e De Fabiani (Esercito).

Dopo circa 2 Km di gara Rigoni sbagliava pista e si faceva superare da Clara, molto attivo in testa al gruppo a tenere alta l’andatura, il giovane De Fabiani che riusciva a tenere la code del più esperto Clara malgrado una caduta, e Fabio Santus, dei Carabinieri, molto attivo e pericoloso nel finale.Pasini Fabio -Staffetta Sull’ultima asperità Francesco De Fabiani ha allungato nettamente attuando uno scatto bruciante e portandosi sul traguardo con una trentina di metri di vantaggio che gli hanno assicurato, con il successo, anche il tempo di esultare per un titolo tricolore di squadra che il Centro Sportivo di Courmayeur aspetta dal 1968 quando a vincerlo furono i fratelli Aldo e Gianfranco Stella con Palmiro Serafini (uno di razza buona, tanto è vero che veniva chiamato il “purosangue dell’Appennino”) recentemente scomparso (foto di Matteo Ciaghi).

Prima di allora bisogna risalire al periodo bellico quando, nel 1943, il podio venne monopolizzato dalla Scuola Militare di Alpinismo di Aosta che annoverava i migliori fondisti dell’epoca, tutti arruolati fra gli alpini, e piazzò al primo posto Vincenzo Perruchon, Giulio Gerardi e Rinaldo Vitalini, al secondo, staccati di 5 minuti, Giuseppe Fanton, Rizzieri Rodeghiero e Luigi Perenni, e al terzo, a 8 minuti e mezzo, Federico De Florian, Antenore Cuel e Alberto Tassotti.

Quest’anno l’Esercito ha potuto contare sulla squadra meglio assortita: tutti atleti della nazionale, con i due giovani più interessanti del momento, Maicol Rastelli e Francesco De Fabiani, un elemento scattante al lancio come Enrico Nizzi, il grado di tener compattato il gruppo, e un uomo di esperienza come Fabio Pasini nella prima frazione a skating.

alpini arrivoA Francesco De Fabiani (foto), infine, il compito di perfezionare il lavoro dei commilitoni, effettuato nel migliore dei modi contro un avversario, Fabio Santus, che con la squadra lunghe distanze sta vivendo una seconda giovinezza e che in volata è sempre pericoloso. Una bella soddisfazione anche per Valerio Theodule, l’allenatore che è riuscito a creare la giusta atmosfera di gruppo e che, probabilmente, avrebbe potuto presentare anche una seconda squadra altrettanto competitiva per rimpolpare una lista di partenza che da troppi anni presenta numeri risicati.

Grande assente fra i Carabinieri (e nella 50 km di domenica) Giorgio Di Centa, fermato da un’ernia nel momento clou delle Olimpiadi e ora in fase di rieducazione dopo l’operazione all’ernia del disco a cui si è sottoposto il 22 febbraio a Milano. Mercoledì il 41enne carabiniere di Treppo Carnico effettuerà una visita di controllo con il professor Maurizio Fornari presso la clinica “La Madonnina” di Milano. “Dopo il controllo verranno fissati i tempi per la ripresa graduale dell’attività agonistica – spiega Giorgio. Diciamo che se tutto andrà per il meglio, il mese di maggio potrebbe essere buono per rimettere in moto il fisico. Mi è dispiaciuto chiudere anzitempo la stagione e farlo proprio in quel modo, durante le Olimpiadi. Purtroppo era impossibile andare avanti per il dolore alla schiena che sentivo. Mi piacerebbe mettermi nuovamente al servizio della squadra e magari puntare verso i Mondiali Falun 2015″.

Ma torniamo agli assoluti con un primo bilancio. Sei staffette maschili e 5 femminili sono una miseria in un panorama, come quello del fondo d’elite, che va sempre più riducendosi ai minimi termini, quando le gare di massa, pur in calo, annoverano malgrado la crisi migliaia di partecipanti e, per stare nel campo delle staffette, podio maschileha visto schierarsi a Campomulo di Gallio, ben 50 formazioni nel Trofeo Campi di Battaglia, che ricorda i caduti della prima Guerra Mondiale sull’Altopiano 7 Comuni.

Situazioni differenti, ovviamente, ma da prendere in esame se si vuole ricreare attorno al fondo l’attenzione iniziata e portata avanti con la Marcialonga mentre, in parallelo, è progressivamente caduta nei riguardi dei campionati italiani assoluti che in tempi non lontani coinvolgevano anche gli sci club e non solo i gruppi sportivi militari. Forse, basterebbe associarvi, con classifiche separate, le categorie master e cittadini. Un movimento che la Fisi, purtroppo, sottovaluta e trascura e meriterebbe di essere preso in maggior considerazione da chi vincerà le prossime elezioni. Chiunque esso sia.

Il programma delle competizioni prevede per domani le staffette valevoli per la categoria giovani, chiusura domenica m con 50 km maschil seniores, 30 km femminile seniores, 15 km maschile juniores, 10 km juniores femminile, 10 km aspiranti maschile, 7,5 km aspiranti femminile.

 

Ordine d’arrivo femminile staffetta femminile

1. Fiamme Oro (Stuerz/Debertolis/Pellegrini) 38’07”

2. Fiamme Gialle (Scardoni/Di Sopra/Baudin) +1’05”

3. Forestale (De Martin/Zanon/Piller) +1’16”

4. Carabinieri (Roncari/Agreiter/Vuerich) 2’22”

5. Esercito (Piasco/Gorra/Canclini) +3’23”

 

Ordine d’arrivo femminile staffetta maschile

1. Esercito (Nizzi/Rastelli/Pasini/De Fabiani) 1h14’04”

2. Carabinieri (Kostner/Hofer/Clementi F./Santus) a 4″

3. Fiamme Gialle A (Scola/Gullo/Moriggl/Clara) +13″

4. Fiamme Oro (Pellegrin/Noeckler/Pellegrino/Rigoni) +33″

5. Forestale (Vierin/Muller/Gradener/Bertolina) +1’35

6. Fiamme Gialle B (Frasnelli/Salvadori/Fanton/Roncador) +1″35

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