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Sci di fondo: consigli last minute per affrontare la Marcialonga

Cristian Zorzi Cristian Zorzi

L’esperienza dell’Equipe Enervit sulla gestione energetica della gara. A tu per tu con Cristian Zorzi, olimpionico di sci di fondo, profondo conoscitore di questi tracciati.

Marcialonga 2015. Non sarà la stessa di sempre. Tutti la conoscono da ben 42 anni. Ma questa volta la storia cambia. E non poco. Forzatamente. Il percorso abbreviato dagli organizzatori, costretti a mettere in pratica il piano B (non ha nevicato a sufficienza per innevare l’intero tracciato) che risulta accorciato di 10 km con partenza da Mazzin, da 70 a 57 km totali, impone considerazioni tecniche su materiali e integrazione differenti dalle strategie più classiche, quelle sino a ieri messe in pratica con successo e suggerite dall’esperienza dell’Equipe Enervit che in questo campo fa scuola.

Il consiglio dell’Equipe Enervit sulla gestione ottimale dal punto di vista nutrizionale è quella di garantirsi il giusto apporto energetico perché sarà una gara di energia pura. Tanto importante quanto l’idratazione sarà la gestione energetica con maltodestrine e fruttosio. Gli energetici ad immediato rilascio saranno ideali.

Il segreto per la Cascata è tutto in un gel. Per fare entrare in azione l’ultima fondamentale “cartuccia” di energia, il consiglio dell’Equipe è quello di assumere un Enervitene Sport Gel funzionale ad affrontare al meglio il canonico punto chiave della Marcialonga. Assumerlo 2 km dalla salita finale, quella famosa “della Cascata”, sarà perfetto per avere il tempo giusto di digerirlo e soprattutto perché entri in azione sull’ascesa e prima dello sprint finale.

Cristian Zorzi, olimpionico dello sci di fondo, grande conoscitore del tracciato (anche questo modificato) ci dà qualche dritta dell’ultimo minuto. Da tenere in seria considerazione:

1 – Una gara per sprinter: “Iniziamo a dire che la gara è più corta e più veloce. Varia di fatto il totale della fatica e del dislivello e questo perché l’esclusione della partenza da Moena e con essa i suoi 10 km di salita iniziale la rendono una gara meno dura, senza quel pezzo impegnativo che sul tracciato classico faceva la differenza: lì dove in tanti pagavano il lavoro di forza iniziale, la stanchezza delle braccia. Quindi alla fine diventa un percorso per velocisti, per chi sa spingere velocemente”.

2 – Il valzer delle temperature: “Ha nevicato, poi ha piovuto, ora fa un pochino più freddo ma neanche tanto. Ci si aspetta di sicuro una giornata non proibitiva per le basse temperature”.

3 – I materiali ad hoc: “In queste condizioni di neve verso il… caldo i materiali faranno più che mai la differenza”.

4 – La giusta temperatura: “Sarà importante avere coscienza che si suderà parecchio di più. Quindi, consiglio di partire più leggeri del solito anche come abbigliamento e prevenire con una adeguata integrazione salina i danni dovuti ad una sudorazione eccessiva. Fra l’altro non bisogna preoccuparsi di una partenza in Val di Fassa, dove farà più freddo (si andrà dai due ai meno 4 gradi) perché si scierà verso la Val di Fiemme più calda e in un’oretta farai in fretta a scaldarti”.

Nella foto Cristian Zorzi – archivio credit Enervit

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